Anche se i riferimenti del movimento CoderDojo sono tracciati nel documento CoderDojo ECHO (Ethos, Culture, Happiness and Outcomes), storicamente ciascun dojo ha potuto sviluppare il suo stile personale, grazie ai volontari che ne fanno parte. A Padova, come molti altri dojo italiani, siamo molto legati al Creative Learning del MIT e alle sue 4 P:

  • PROJECT: essere coinvolti attivamente in un progetto permette di imparare meglio;
  • PEERS: si impara meglio se il percorso di apprendimento avviene condividendo le esperienze in clima collaborativo;
  • PLAY: apprendere divertendosi, provare e sperimentare per tentativi ed errori senza aver paura di sbagliare;
  • PASSION: la motivazione è il motore dell’apprendimento che permette di superare le difficoltà e affrontare le sfide senza paura.

Per approfondire qui trovate un bell’articolo di Caterina Moscetti di CoderDojo Sigillo.

Le regole per i ninja

  • il computer è vostro, nessun adulto può toccarlo al posto vostro
  • potete copiare, alzarvi e guardare cosa fanno gli altri
  • chiedi a 3 poi chiedi a me, se non avete capito una cosa chiedete al vostro vicino, quindi ad altre due persone…. se nessuno sa aiutarti puoi chiederei ai mentor
  • se vi state annoiando provate ad esplorare qualcosa che non conoscete del programma che state usando
  • al dojo si fanno cose speciali, navigare su youtube o giocare su internet sono cose che potete fare a casa vostra
  • non ci piacciono i bulli o le persone che fanno perdere tempo agli altri…. ci piacciono le persone in gamba!
  • la regola più importante di tutte: divertirsi!

Le 7 regole d’oro per il mentor (che valgono anche per i genitori)

1. Siate curiosi e attenti. Al bambino, a ciò che desidera realizzare, a ciò che prova. “Perché mi sta facendo questa domanda? Come si sente? Che faccia fa?”.
Non concentratevi su ciò che dovete rispondere ma su ciò che vi sta chiedendo.

2. Il bambino è competente: lui sa quello che vuole realizzare e ha le risorse per farlo. Se vi sembra molto indeciso, aspettate con fiducia.
Voi dovete solo facilitarlo, magari proponendo alternative. Ma solo lui può trovare la “sua” soluzione.

3. State a fianco, non davanti. Intervenite solo su richiesta del bambino stesso per aiutarlo a superare le eventuali difficoltà tecniche che può incontrare durante la realizzazione. Chiedetegli cosa farebbe, prima di dare la soluzione “giusta”.

4. Gli errori ci piacciono: incoraggiare il bambino a fare quello che desidera senza paura di sbagliare, perché anche dagli errori si possono imparare cose nuove e sorprendenti.
Del resto anche noi sbagliamo, no?

5. Incoraggiate: mostratevi soddisfatti di vederli agire autonomamente e ditegli cosa stanno facendo bene. Se gli dite cosa fanno in modo corretto, sapranno rifarlo.
Se sostenete i tentativi, avranno voglia di proseguire perché si sentiranno capaci, sapranno di potercela fare. E ci interessa più questo del risultato finale.

6. Non dite “NON”: tutte le frasi possono essere dette in modo positivo pur mantenendo lo stesso messaggio.
“Non dovevi fare così” diventa “Prova a fare in questo modo”

7. Divertitevi! Il gioco è una cosa molto seria: bisogna prepararsi, ma soprattutto bisogna stare e essere motivati.
Più che tante cose che direte, passerà la vostra passione!

le 7 regole d’oro sono state scritte da Barbara Laura Alaimo

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